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IL 31 LUGLIO, LA GIORNATA  DELLA DONNA   AFRICANA . 
 
Domenica 31 luglio ’05 sarà  commemorata la giornata della Donna Africana. Istituita dall’Organizzazione Panafricana, questa giornata consacrerà la specificità del contesto dove vive la Donna Africana. Questa giornata attira, nello stesso tempo l’attenzione dei Dirigenti, dei Leaders politici  e dell’opinione pubblica, degli ONG, della Società Civile sur le preoccupazioni della Donna Africana.
         La Donna  Africana è  a pena all’inizio del processo della sua emancipazione. Pertanto indispensabile, il suo posto, nell’organizzazione sociale, ministeriale, economica della vita quotidiana nazionale e famigliare; non è percepito al suo giusto valore in seno della società.  Meno istruita, la Donna Africana, (una maggiore parte) è esposta alle tradizioni retrogradi  che la rendono più vulnerabile. Una situazione anacronaca che richiama a un  urgente conversione di mentalità.
        In merito alle rivendicazioni delle Donne, tante risposte sono state date insieme ai numerosi testi delle leggi nazionali ed internazionali, anziché delle convenzioni…, tutto assortito di una ridefinizione di una politica  della promozione delle Donne elaborata su base dei consensi nazionali.
       La mobilitazione  sociale si accentua sui messaggio d’informazioni e di sensibilizzazione sulla salute, i problemi demografici, della scolarizzazione delle Ragazze, la protezione dell’ambiente.
        Oggi più che mai, l’unanimità è “pubblica” quanto alla integrazione delle Donne al livello dei centri delle decisioni politiche ed economiche. Gli orientamenti  dei Governanti non sapranno occultare gli aspirazioni delle Donne.
          In un mondo movimentato, il 31 luglio ’05 donna ancora una volta in più l’occasione alle Donne Africane di mobilitarsi per organizzare delle attività  intorno a un dialogo per una cultura di pace. Le voce da Donna si eleveranno ancora per chiedere la pacificazione del continente Africano.
Denunceranno il commercio degli armi sul continente, la riduzione delle spese militari in favore dell’Educazione e della Sanità.
          Le Donne Africane non dimenticheranno di ricordare il rispetto delle convenzioni internazionali, l’applicazione effettiva delle legge che vietano le violenze  contro le Donne e Bambini, la presenza  delle Donne a tutti livelli decisionali. Una altra preoccupazione attuale le interpellerà; la lotta contro il terrorismo. Niente non sarà di troppo per promuovere la coesistenza pacifica al livello planetario.
 
Marceline – ILBOUDO
(Sidwaya)

LA TRATTA NEGRIERA, MAI PIÙ SUL SUOLO AFRICANO !
 
All’occasione del 23 agosto, Giornata  Internazionale del ricordo della  tratta negriera  e della sua abolizione , l’Associazione MARD in collaborazione con l’UNESCO, ha animato un dibattito per parlare di questo piaga che ha costato all’Africa nera 250millioni di bracci  validi, tutti trasportati verso le piantagioni dell’ America e dell’Europa.
 
Dalla sua risoluzione n°29C/40 la Conferenza Gènerale dell’UNESCO proclamò il 23 agosto di ogni anno, la Giornata Internazionale in ricordo della tratta negriera e della sua abolizione. Questa data è stata scelta in riferimento alla notte del 22 al 23 agosto 1791, mentre cominciava  a Saint-Dominique(Haiti e Repubblica Dominicana), l’insurrezione chi, di lì a poco; avrebbe assunto un ruolo determinante nell’abolizione  della tratta negriera transatlantica  e nell’emancipazione  dei popoli dell’America Latina e delle Caraibi .
Secondo Vincent  SECK dell’UNESCO, questa Giornata Internazionale vige ad iscrive la Tratta Negriera  nella memorie di tutti Popoli. Conformemente al progetto Intercultural “La route de l’esclave”,ci offre l’occasione di una riflessione comune non solamente sulle cause storiche, le modalità e le strategie operate durante questa tragedia; ma piuttosto sulle sue conseguenze durature  sull’Europa, l’America, gli Caraibi  e sull’Oceano Indiano, anziché nel mondo intero.
 
Riprendendo il messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO, Koìchiro Matsuura,  Vincent SECK ha potuto dire che:” la tratta negriera, lo schiavismo e la loro abolizione appartengono alla storia”
 
Noi diciamo Non, questi fenomeni non appartengono al passato come dicono loro, essi ci permettono di capire il presente, cosi marcato dal razzismo e delle discriminazioni ereditati  da questa tragica storia!
Questi fenomeni interrogano ugualmente il futuro ed incitano alla riflessione sulla costruzione delle nuove cittadinanze rispettosi  delle nostre società che stano diventando sempre di più multietniche  e  multiculturali.
Mohamed Soumano, il rappresentante dei Giovani “Griots” (cantatori di storie) del Mali ha fatto un breve riassunto della storia della Schiavitù  nella società tradizionale: “questa è stata una pratica accettata e tollerata nell’antica società . Ma oggi non lo è più per fortuna !
Questa pratica è stata ereditata dai “Maures” e gli “Sonikés” dai “Mandekas”. La società “Mandingue era costituita in due grandi gruppi; gli”Horons”(guerriglieri, fabbri, canta-storie…ecc) e gli “Djons”(schiavi). La vita e il futuro di questi ultimi dipendeva della volontà
dei loro padroni
 
 
Professore e Scrittore Gaoussou Diawara ha ricordato che nessuno nasce “schiavo”. Sono le guerre e alcune pratiche nocive che avviliscono  l’essere e ne fanno un “schiavo”! Dalla tratta negriera, l’Africa ha perso 150 milioni di persone! Noi  chiediamo che al continente sia riparato questo fallo !
Secondo il Dr Soumaré Modibo, sussistono ancora alcuni  forme di “schiavitù”, tra altro: lo sfruttamento del lavoro minorile, la prostituzione minorile…ecc
 
Mamadi  TOUNKARA
Nouvel Horizon
  

 
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